Co-Living per studenti e giovani: il nuovo business immobiliare

Negli ultimi anni, il Co-Living si è affermato come un modello abitativo innovativo, particolarmente adatto a studenti universitari, giovani lavoratori e nomadi digitali. Si tratta di una tendenza in crescita che sta rivoluzionando il settore immobiliare urbano, offrendo nuove opportunità di investimento e gestione.

Ma cos’è davvero il Co-Living, quali sono i vantaggi per chi lo abita e come può rappresentare un business redditizio per investitori e proprietari immobiliari? In questo articolo analizziamo i trend attuali, gli aspetti normativi e le strategie per investire in modo efficace.


Cos’è il Co-Living?

Il Co-Living è una forma di abitazione condivisa in cui ogni inquilino ha la propria stanza privata, mentre cucina, soggiorno e spazi comuni sono condivisi con altri residenti. Spesso include servizi aggiuntivi, come pulizie, Wi-Fi, bollette incluse e spazi per il co-working.

È una soluzione flessibile, accessibile e orientata alla vita comunitaria, particolarmente adatta a:

  • Studenti fuori sede
  • Giovani lavoratori in mobilità
  • Nomadi digitali e freelance
  • Expats e lavoratori in smart working

Perché il Co-Living è un trend in crescita?

  • Crisi dell’housing urbano: nelle grandi città il costo degli affitti è spesso insostenibile per un singolo giovane. Il co-living permette di abbattere i costi.
  • Domanda crescente di flessibilità: chi si sposta per studio o lavoro cerca soluzioni pronte all’uso, anche per brevi periodi.
  • Cambio culturale: le nuove generazioni danno valore a esperienze condivise più che al possesso. Il co-living offre socialità e networking.
  • Digitalizzazione: piattaforme come Roomless, DoveVivo, Habyt, Quarters, The Social Hub e altre hanno reso semplice trovare, prenotare e gestire stanze in co-living.

Aspetti normativi in Italia

In Italia, il co-living non ha ancora una disciplina normativa specifica, ma si basa su diverse forme contrattuali già esistenti:

  • Contratto di locazione parziale o transitorio
  • Contratto di affitto a stanze (cedolare secca)
  • Contratti per studenti universitari (Legge 431/1998)

Per essere in regola è importante:

Rispettare i requisiti igienico-sanitari e urbanistici (es. dimensioni minime dei locali, rapporti aero-illuminanti, agibilità)
Dichiarare correttamente il canone e scegliere il regime fiscale più vantaggioso
In caso di gestione professionale (es. tramite società), prevedere contratti chiari e servizi codificati


Come investire nel Co-Living

Il Co-Living rappresenta un modello interessante per chi vuole trasformare un immobile in un asset redditizio. Ecco alcune strategie:

1. Acquisto e frazionamento

Comprare un grande appartamento (oltre 100 mq) e frazionarlo in 4-6 stanze singole con spazi comuni, rispettando normative e sicurezza. Il canone complessivo può superare di molto quello di un affitto tradizionale.

2. Ristrutturazione mirata

Investire in immobili da ristrutturare, ottimizzandoli per il target: arredi moderni, connessione veloce, elettrodomestici smart, spazi condivisi funzionali.

3. Gestione tramite property manager

Affidarsi a società specializzate (come Roomless o DoveVivo) per la gestione operativa e la ricerca degli inquilini.

4. Branding e targetizzazione

Dare un’identità al proprio Co-Living: per esempio, “Co-living per studenti Erasmus”, oppure “Co-living per freelancer digitali in smart working”. Questo aiuta nel posizionamento online e nella fidelizzazione.


Rendimenti e vantaggi per l’investitore

Rendimento lordo più alto: un immobile ben strutturato in co-living può generare un rendimento dal 6% al 10% annuo, superiore rispetto all’affitto tradizionale.

Minore rischio di morosità: con più inquilini autonomi, se uno lascia, gli altri continuano a pagare.

Alta domanda nelle città universitarie e turistiche: in città come Milano, Bologna, Roma, Napoli o Firenze la richiesta è costante e crescente.


Consigli pratici per partire

  • Scegli immobili vicino a università, stazioni, poli ospedalieri o centri d’interesse.
  • Verifica la possibilità urbanistica di frazionamento o cambio d’uso.
  • Crea un business plan immobiliare, considerando i costi di acquisto, ristrutturazione e arredo.
  • Cura la comunicazione e il marketing online: oggi la visibilità sui portali è tutto.

Conclusione

Il Co-Living rappresenta una risposta concreta ai nuovi bisogni abitativi delle giovani generazioni e un’opportunità di investimento in forte crescita. Non è un modello “improvvisabile”: richiede strategia, conoscenza normativa, progettazione intelligente degli spazi e un’ottima gestione.

Tuttavia, per chi sa leggere i trend e agire con visione, può diventare un business solido e ad alta redditività.


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